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Negli ultimi anni, il nome di Lara Colturi è emerso con forza nel panorama dello sci alpino internazionale. Talento precoce, crescita rapidissima e scelte controcorrente: il suo percorso rappresenta un caso estremamente interessante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche metodologico. La sua decisione di gareggiare per l’Albania solleva una domanda centrale:

Quanto conta il sistema sportivo nello sviluppo di un talento?

Per cercare di rispondere in modo più efficace a questa domanda, proponiamo un paragone con la rivelazione delle ultime settimane: Anna Trocker, diciassettenne sciatrice italiana che alle finali di Coppa del Mondo in Norvegia ha conquistato due top ten, con un brillante 8° posto nel Gigante e un 9° posto nello Slalom.

Pur esistendo significative differenze nei risultati e nell’esperienza in Coppa del Mondo, analizziamo come un sistema possa sostenere in modi diversi la crescita e lo sviluppo di un’atleta.

Talento precoce o crescita progressiva?

Il passaggio alla nazionalità albanese ha permesso a Lara Colturi di esordire in Coppa del Mondo a soli 15 anni principalmente per due ragioni legate ai regolamenti della FIS (Federazione Internazionale Sci):

Il Sistema delle Quote Base: Secondo il regolamento FIS, ogni Associazione Nazionale di Sci (NSA) ha diritto a una quota base di partecipazione per le gare di Coppa del Mondo. In Albania come unica atleta di punta della federazione, Lara Colturi ha potuto usufruire immediatamente della quota spettante alla nazione senza dover affrontare selezioni interne, garantendosi la titolarità in ogni gara.

In Italia, invede, la squadra nazionale è tra le più forti al mondo. Per esordire, un’atleta deve scalare le gerarchie interne, fare punteggio in Coppa Europa e sperare in un posto libero nel “contingente” limitato assegnato alla nazione.

Requisiti di Punteggio FIS : Per esordire in Coppa del Mondo, un atleta deve avere un ranking mondiale sufficientemente alto, espresso in Punti FIS (meno punti si hanno, più si è alti in classifica). Affiliandosi all’Albania, Lara ha potuto pianificare un calendario di gare “strategico” (come la South American Cup) per accumulare velocemente i punti necessari.  Le regole FIS infatti, stabiliscono che per partecipare alla Coppa del Mondo è necessario avere una certa classifica (a seconda della disciplina e della lista specifica) o possedere meno di un certo numero di punti FIS. Rappresentare una nazione “piccola” le ha permesso di concentrarsi esclusivamente sul raggiungimento di questa soglia burocratica senza l’ostacolo dei criteri aggiuntivi di una federazione d’élite.

In sintesi, l’Albania le ha offerto una corsia preferenziale burocratica e sportiva, svincolandola dai rigidi criteri di selezione e dalle tempistiche della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali).

Per quanto riguarda più specificamente il cambio di licenza Le norme FIS sulla cittadinanza sportiva (Art. 203 dell’International Competition Rules), consentono a un atleta di cambiare federazione se dimostra un legame con la nuova nazione o se ottiene il nullaosta. Lara ha effettuato il passaggio nel maggio 2022, prima di iniziare la carriera ufficiale nel circuito FIS (categoria “Children”), evitando così il periodo di attesa di un anno che solitamente viene imposto agli atleti che hanno già gareggiato per una nazione e vogliono passarne a un’altra.

Il percorso di Anna Trocker rappresenta l’esatto opposto di quello di Lara Colturi: è la dimostrazione che è possibile emergere precocemente anche rimanendo all’interno del sistema della Federazione Italiana Sport Invernali, seguendo l’iter meritocratico tradizionale ma “bruciando le tappe” grazie a risultati eccezionali. Anna è cresciuta nelle gare nazionali italiane, dominando i circuiti giovanili e il Gran Premio Italia (GPI) Dicoflor. Questo circuito è fondamentale per le atlete italiane non ancora inserite nelle squadre nazionali A o B, poiché permette di mettersi in mostra e ottenere il punteggio necessario per le convocazioni internazionali.

Poco dopo, a fine mese, ha debuttato in Coppa del Mondo; nelle cinque gare disputate, tuttavia, non è ancora riuscita a qualificarsi per la seconda manche (Slalom e Gigante).

Sorprendentemente, è arrivata anche la convocazione per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove ha gareggiato nello slalom (DNF1) e nella combinata, ottenendo un discreto 10° posto insieme a Nicol Delago.

Sul finire di questa stagione è arrivata la sua definitiva esplosione: prima ha scritto la storia ai Mondiali Juniores di Narvik 2026, diventando la prima italiana a vincere l’oro sia nello Slalom Gigante che nello Slalom Speciale nella stessa edizione, dimostrando la sua netta superiorità tecnica a livello giovanile. Questo risultato le ha garantito l’accesso diretto alle Finali di Coppa del Mondo a Lillehammer, dove, approfittando di pettorali di partenza più favorevoli rispetto alle gare precedenti, ha conquistato il 9° posto nello Slalom e l’8° posto nel Gigante, confermando il suo eccellente percorso di crescita.

Il contesto ed i modelli di svluppo dell’atleta applicati a Lara ed Anna

Proviamo a comprendere meglio i loro percorsi applicando ad essi alcuni trai principali modelli di sviluppo utilizzati nella crescita degli atelti.

Long-Term Athlete Development (LTAD): è un modello scientifico per pianificare l’allenamento e la crescita sportiva lungo tutto l’arco della vita. Descrive le fasi ottimali di sviluppo delle capacità motorie e psicologiche dell’atleta come un processo articolato in tappe, basate su principi di maturazione biologica e apprendimento motorio. In ogni fase variano il contesto, gli obiettivi, i carichi di lavoro e gli stimoli. Il principio fondamentale è che ciò che risulta ideale in una fase potrebbe non esserlo in quella successiva.

Mentre Lara sembra comprimere le fasi per raggiungere precocemente la Train to Win, il percorso di Anna sembra seguire una progressione più solida.

Lara accelera per ottenere risultati precoci

Anna consolida ogni fase per ottenere stabilità

Deliberate Practice: è una teoria psicologica sviluppata da K. Anders Ericsson che spiega come l’eccellenza in un campo derivi da un tipo specifico di allenamento intenzionale e strutturato. Non si tratta semplicemente di ripetere un’attività, ma di esercitarsi con obiettivi chiari, feedback costante e correzione sistematica degli errori. L’idea centrale è che la competenza eccezionale non sia frutto del talento innato (o comunque non solo di quello), ma di un impegno deliberato a migliorare aspetti specifici delle proprie prestazioni.

Caratteristiche:

  1. Obiettivi ben definiti: ogni sessione mira a un miglioramento misurabile.
  2. Feedback immediato: fondamentale per correggere gli errori.
  3. Ripetizione con riflessione: ripetere consapevolmente, non meccanicamente.
  4. Zone di sviluppo prossimale: esercizi leggermente oltre il livello attuale di abilità.

La pratica altamente individualizzata e la massima specificità, supportate da un feedback interno (team privato), avranno di sicuro permesso a Lara un adattamento molto rapido.

Mentre la pratica in un contesto federale caratterizzato da più membri del team e più compagni avrà offerto ad Anna un confronto continuo ed una maggiore varietà di stimoli e feedback a supporto di un adattamento che si presuma più robusto.

Ecological Dynamics (ruolo del contesto): è una teoria scientifica dell’apprendimento e del controllo motorio che interpreta il comportamento motorio come il risultato di un’interazione continua tra individuo, ambiente e compito. Considera l’apprendimento motorio non come acquisizione di schemi motori fissi, ma come esplorazione di soluzioni funzionali alle condizioni del compito.

Relazione individuo-Ambiente

Esalta la co-dipendenza tra le caratteristiche dell’individuo (capacità, esperienza), le variabili del compito (regole, obiettivi) e le proprietà ambientali (spazio, strumenti). L’apprendimento consiste nell’adattamento flessibile a queste condizioni, promuovendo la scoperta autonoma di soluzioni efficaci. (constraints-led approach)

Il confronto tra Colturi e Trocker può essere letto come una differenza nella gestione dei vincoli. Nel primo caso, un ambiente a bassa costrizione favorisce un’emersione rapida del talento, lasciando ampio spazio all’esplorazione. Nel secondo, un ambiente strutturato introduce vincoli progressivi che guidano l’adattamento e favoriscono la stabilità della performance nel lungo periodo.

Riepilogando

Dal punto di vista scientifico, il confronto tra i due percorsi può essere interpretato attraverso i principali modelli di sviluppo dell’atleta. Il Long-Term Athlete Development suggerisce come le diverse fasi richiedano stimoli e contesti differenti: un’accelerazione precoce può favorire l’emersione del talento, ma non necessariamente garantirne la stabilizzazione.

La teoria della deliberate practice evidenzia invece il ruolo della qualità del feedback: un ambiente altamente individualizzato può massimizzare la specificità del lavoro, mentre un contesto strutturato aumenta la varietà degli stimoli e la robustezza dell’adattamento.

Infine, secondo l’approccio delle ecological dynamics, la performance emerge dall’interazione tra atleta e ambiente. In questo senso, il percorso di Lara Colturi può essere letto come un sistema a bassa costrizione e alta libertà, mentre quello di Anna Trocker come un ambiente più vincolato ma progressivo. Due modelli diversi, che non si escludono ma rispondono a logiche differenti nello sviluppo della performance.

Il confronto tra 2 modelli

ColturiTrocker
Accesso rapido (Garantito dal cambio Nazionalità)Accesso progressivo (Raggiunto tramite risultati)
Team privato (Competizione interna nulla)Sistema federale (Competizione Interna)
Individualizzazione (Mancanza punti di vista esterni)Struttura (Minore individuazione del bisogno individuale)
Alta velocità iniziale (Risultati garantiti dal talento)Stabilità nel tempo (Risultati ottenuti dal Talento+Percorso)

Non esiste un modello migliore, ma modelli più adatti a diverse fasi dello sviluppo e di bisogni dell’Atleta.

Il confronto tra Lara Colturi e Anna Trocker non offre una risposta definitiva, ma apre una riflessione importante: lo sviluppo di un atleta non è lineare e non segue un unico modello.

Se da un lato l’approccio individualizzato può accelerare l’emersione del talento, dall’altro i sistemi strutturati sembrano offrire un contesto favorevole alla sua stabilizzazione nel tempo. E’ ipotizzabile inoltre, che una esposizione precoce a competizioni di altissimo livello possa aumentare il rischio di gravi infortuni come è accaduto alla stessa Lara nel 2023 (17 anni) e ad un’altra talentuosa sciatrice italiana, Giada D’Antonio, sempre diciassettenne alle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

L’esplosione recente di Trocker ha dimostrato che un percorso strutturato in ambito federale può ancora produrre talenti mondiali senza necessità di cambiare bandiera, purché l’atleta dimostri un talento tale da convincere tecnici ed allenatori ad anticipare i tempi delle convocazioni.

Probabilmente le prossime stagioni ci forniranno indicazioni più chiare. Per ora, i loro percorsi restano un esempio affascinante di come il contesto possa influenzare — ma non determinare — il destino di un talento.

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